Data e luogo di nascita: Mondovì , 30 maggio 1878

Data e luogo di morte: Torino, 14 aprile 1941

Biografia:
Figlio di Giulio (n. a Mondovì, 10 luglio 1834, dottore in lettere, medaglia d’argento; tenente colonnello dei carabinieri della riserva (1895, 4 luglio), e di Camilla Magliano di Villar S. Marco (sp. a Levaldigi, 9 novembre 1874, MANNO).

Abbandonò gli studi al Politecnico di Torino per frequentare l’Accademia Albertina (v.) alla scuola di Giacomo Grosso, Andrea Tavernier e Pier Celestino Gilardi. Nel 1897 a soli 19 anni espose al Circolo degli Artisti (v.) sotto la guida di Grosso, due quadri Nell’orto e Tardo Autunno. Dal 1899 iniziò ad esporre con continuità fino al 1941 alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino (v.). Partecipò alla I° Esposizione Quadriennale di Torino del 1902; all’Esposizione Nazionale di Milano per l’apertura del valico del Sempione nel 1906; all’Internazionale di Roma del 1909; alle Biennali di Venezia nel 1910, 1920, 1924, 1928; e poi espose con continuità a Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli. Ottenne i premi, sezione di figura, dell’Accademia Albertina nel 1899 con Maschera di Dante e nel 1901 con Nudo femminile; poi la medaglia d’argento alla Esposizione Internazionale di Torino nel 1921; ebbe un diploma d’encomio del Ministero della Pubblica Istruzione a Mondovì nel 1927 e il Premio del Circolo degli Artisti nel 1927. Al Circolo degli Artisti (v.) espose con continuità dal 1897 al 1940 e fece parte del comitato Accettazione Soci; fu nominato anche cavaliere dell’ordine del Bogo nel 1912. Donò per la “Tampa” del Circolo nel 1933 il suo autoritratto in costume secentesco con l’iscrizione “Guido di Montezemolo da Monteregale” per sottolineare il legame sempre vivo con Mondovì, sua città natale e con le radici della sua terra contadina, a lui tanto cara. (LOMBARDI-REVIGLIO DELLA VENERIA). Tenne studio nella dependance di villa Giolitti in Valsalice a Torino, dove decorò la sala di musica della villa padronale nel 1911 e poi si trasferì in via degli Artisti.

A quegli anni appartengono i quadri ad olio Ville in collina e Silenzio verde che parlano di frescure primaverili collinari. Al 1919 risale l’Autoritratto divisionista. I lunghi soggiorni all’estero sono documentati da quadri di paesaggio con impressioni e vedute (Budapest, Parigi, Rodi e Malta); anche quelli in Italia (Assisi, Venezia) e poi a Roma e Capo di Sorrento dove venne ospitato tra il 1919 e il 1921 dell’amico pittore Alessandro Poma (v.). Sposò Anna Brambilla di Civesio nel 1919 ed ebbe tre figli: Marco, Pietro e Lucia. Nel 1925 sulla rivista “Emporium”, Emilio Zanzi scrisse che i suoi quadri appaiono come “eccellenti interpretazioni dei monti, dei cieli, degli alberi, delle erbe con il merito di saper ascoltare a lungo la voce delle cose che sfugge ai più”. Per la personale alla Promotrice di Torino del 1928 ebbe critiche lusinghiere da Marziano Bernardi su “La Stampa” (15 settembre 1928); da Carlo Carrà su “L’Ambrosiano” (10 gennaio 1929). Emilio Bissoni sulla rivista “Subalpina” (1928), nel lungo e impegnativo articolo di 25 pagine con 28 illustrazioni, contribuì però ad etichettarlo solo come abile paesaggista, costringendolo nei confini precisi di un cliché che si portò dietro tutta la vita. Oggi si è mostrato quanto questo giudizio fosse mai fragile. (LOMBARDI-REVIGLIO DELLA VENERIA). L’opera complessiva di Montezemolo è formata da un corpus di circa 600 pezzi tra quadri, disegni e pastelli, catalogati da Alfonso Panzetta e raccolti in un volume edito da Allemandi nel 1994.

Inoltre un centinaio di altre opere, ancora in gran parte da catalogare, sono sparse in collezioni pubbliche: al Quirinale, alla ex Cassa di Risparmio di Torino, alla Banca Intesa San Paolo (Canale di campagna, olio su tavola, 1930) e in collezioni private o presso i discendenti. Alla Galleria d’Arte Moderna di Torino (v.) sono conservati Marzo in collina del 1924, Casetta nel bosco, Presso Caselette, Rive del Sangone. I ritratti formano una vasta galleria di personaggi: da quello di Cechina la vecchia fantesca di casa a quelli della moglie e delle sorelle: da piccoli pastelli dall’impronta simbolista o preraffaellita come quelli della Sorella Maria, fino alle grandi tele come La sorella Margherita del 1903, Suonatrice d’arpa del 1905, Nini col cane del 1910. Gli studi a carboncino con il ritratto del padre sfociarono nel Ritratto del Babbo in giardino del 1902 o nel Ritratto del padre in biblioteca del 1904. Alla moglie, sua musa ispiratrice, dedicò una serie di importanti ritratti: Raggio di sole del 1922, Ritratto di Famiglia e Ritratto in verde entrambi del 1924, Bucaneve del 1927. Del 1922 è Pupo, ritratto del figlio Marco e del 1930 circa quello della figlia Lucia in posa. Significativa fu l’adesione di Montezemolo al movimento divisionista: alla rinnovata e forte luminosità della tavolozza appartengono grandi tele come il bellissimo dittico Ciliegio in fiore (1915), Mattino d’inverno con il Duomo di Torino (1916), Fontana di San Pietro a Roma (1919-1920), Palazzo Madama a Torino (1919-1920), Angolo fiorito (1920).

Espose in Finlandia, Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia con la mostra itinerante del “Paesaggio italiano all’estero”, e poi a Vitoria in Spagna per l’esposizione di Arte Sacra. Ad Hannover nel 1940 per l’esposizione del Secondo Premio Cremona partecipò con l’opera di grandi dimensioni Gloria dei campi, la messe poi acquistata dalla Cassa di Previdenza di Anstalt. Affrontando il tema della battaglia del grano Montezemolo è riuscito a superare la retorica imposta dal regime fascista. Testimoniano questo impegno molti bozzetti ad olio, disegni a carboncino e sanguigno, alcuni pastelli. La lettura partecipe della realtà emerge anche dalle grandi tele Muratore e Contadina della campagna cuneese entrambe del 1935, ma sono soprattutto alcuni pastelli La notte dei morti, Miseri, e Gregge attorno al fuoco che esprimono emblematicamente la sua adesione ai temi sociali. La sua partecipe lettura del mondo contadino sembra anticipare il neorealismo. I ritratti, di piccole o grandi dimensioni, a pastello, in bianco nero, sanguigno, matita, olio, rappresentano almeno un terzo della sua produzione e furono eseguiti su committenza del mondo aristocratico e imprenditoriale piemontese e lombardo. In un piccolo quaderno, con scrittura minuta Montezemolo annotò, anno dopo anno, almeno fino al 1930 i nomi dei committenti, il titolo, le dimensioni, i premi ricevuti e i relativi guadagni. Il Circolo degli Artisti gli dedicò una mostra postuma nel 1942 tributandogli un onore che era stato riservato solo a Massimo D’Azeglio (v.) e Giacomo Grosso.

La Città di Mondovì dedicò all’artista una mostra antologica nel 1960 e poi ancora nel 1998 in occasione degli 800 anni di fondazione del Comune di Mondovì: la mostra venne realizzata in collaborazione con Vivant (REVIGLIO DELLA VENERIA). Analogamente nel 2001 vennero organizzate altre due mostre, anche in collaborazione con la Città di Lugano e la città di Mondovì. La sezione con le opere ad olio si tenne a Lugano, e l’altra solo di disegni e pastelli pochi mesi dopo a Mondovì (REVIGLIO DELLA VENERIA, RICASOLI).

Bibliografia:
MANNO A, Il patriziato subalpino, (1906), CD ed. Vivant, 2000; ZANZI E, Cronache torinesi, in “Emporium”, vol. XLI, n. 366, giugno 1925, 391-392; LANCELLOTTI A, Le biennali Veneziane dell’anteguerra, dalla I alla XI, Alessandria 1926, 120; BERNARDI M, in “La Stampa”, 15 settembre 1928; BISSONI E, Un paesaggista poeta: Guido di Montezemolo, pittore, in “Subalpina, rivista mensile ill. della Provincia di Cuneo”, nov.-dic. 1928, (A. VII), anno I, n.11-12, 3-28; CARRÀ C, in  “L’Ambrosiano”, 10 gennaio 1929; COMANDUCCI (1934) 202; Mostra del Divisionismo Italiano, cat. della mostra, Milano 1970; DRAGONE-CONTI 228, 230, 255-256 con regesto delle opere esposte; Mostra del centenario della Società Promotrice delle Belle Arti, 54 106; MALLÉ (1976) 135; CARAMEL L. FOSSATI P. MAGGIO SERRA R. (a cura di), Materiali: Arte italiana 1920-1940 nelle collezioni della Galleria Civica di Arte Moderna, cat. della mostra, Torino 1981, 186; MAGGIO SERRA (1993) 628; MALLÉ (1976) 135; PANZETTA  A, Guido di Montezemolo, 1878-1941, Torino 1994; REVIGLIO DELLA VENERIA M.L. (a cura di), Guido di Montezemolo, 1878-1941, cat. della mostra, Mondovi 1998; Viaggio in Italia 1998-2000: Torino. Da Fontanesi, a Casorati, a…, cat. della mostra, Casa del Mantegna, 13-XII-1998/14-II-1999, Mantova 1998; LOMBARDI G. REVIGLIO DELLA VENERIA M.L. (a cura di), Guido di Montezemolo (1878-1941) tra innovazione e tradizione, in “Studi monregalesi”, anno III, n. 2, Mondovì 1998, 29-32; REVIGLIO DELLA VENERIA M.L. RICASOLI T. (a cura di), Il paesaggio, il ritratto e il mondo contadino, cat. delle mostre: Lugano aprile 2001 / Mondovì ottobre 2001; VALLORA M. (a cura di), Dal divisionismo all’informale: tradizione, visionarietà e geometria nell’arte in Piemonte (1880-1960), cat. della mostra, Acqui 2001; BOSCOLO M. OCCHIPINTI C. (a cura di), Splendori dell’Ottocento ad Arona: da Fattori a Segantini, cat. della mostra, Villa Ponti, Arona, 2003, 32, 154-155; MARINI G.L., I divisionisti piemontesi, da Pellizza a Balla, cat. della mostra, Aosta 2003; MARINI (2007) 336; BELLINI 147-149, III vol. (2009) 446; DRAGONE P. (1895-1920) 328-329, voce biografica a cura di REVIGLIO DELLA VENERIA; LEVI 77; MISTRANGELO A, POLI F. SCHIALVINO G, (a cura di), Cento anni di arte in Piemonte. Da Avondo a Zorio, Torino 2008 88-89; M. L. Reviglio Della Veneria, Recherche sui pittori di famiglia. Artisti della nobiltà tra XIX e XX secolo. Torino 2014.

Fonte: Pietro Cordero di Montezemolo

Scheda a cura di: MLRdV