ARTISTI

Nel sito sono presenti oltre 100 schede di artisti piemontesi attivi tra Ottocento e Novecento

REDAZIONE

La redazione è composta da neo laureati, esperti e critici d’arte, giornalisti

COLLABORAZIONI

Partecipano al progetto, oltre all’ARVAPP capofila, 3 associazioni di volontariato

ARTE PIEMONTE

Nel panorama complessivo dell’arte piemontese tra XIX e XX secolo, si nota la mancata attenzione, da parte della critica ufficiale e del pubblico, verso alcuni artisti meno conosciuti e dei quali la stessa memoria storica e artistica rischia di perdersi. Questi artisti per vari motivi non hanno avuto quella risonanza pubblica che avrebbe permesso alla loro opera di essere inserita nei più importanti repertori d’arte ancora oggi in uso.
In tale prospettiva l’ARVAPP Onlus ha sentito l’esigenza, in conformità con i suoi obiettivi statutari, di attivare questo progetto di recupero che intende svolgere un’azione di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico.

Ultimi artisti inseriti

L’artista del mese

Alessandro Poma nacque nel 1874 in una famiglia d’imprenditori tessili biellesi. Compì studi classici e si iscrisse a Giurisprudenza.
Frequentò a Torino la scuola di Viani d’Ovrano (dagli anni ’90) e poi quella di Delleani. Espose alla Promotrice di Torino (dal 1896) con incoraggianti risultati sotto la guida di Lorenzo Delleani.
Nel 1899 si trasferì a Roma, prima saltuariamente e poi definitivamente (1902) presso la Casina di Raffaello a Villa Borghese. Tra il 1904 e il 1910 eseguì disegni, schizzi, pastelli e quadri ad olio di villa Borghese.
Soggiornò d’estate a Villa Maresca a Sopramare di Piano di Sorrento dove invitava l’amico Montezemolo, dipingendo con lui numerose vedute.
Alla fine degli anni ’30 si ritirò a Courmayeur nella frazione del Pussey dove continuò a lavorare per lunghi anni attirato dal fascino delle montagne che insieme ai fiori, alle foglie, ai rami e agli alberi ritrasse con immediatezza in una dimensione di alta poesia.
Dipinse con immediatezza cavalli, mucche, pecore e cigni della campagna romana, rappresentati anche in opere di grandi dimensioni. Si dedicò allo studio delle ali delle farfalle indagate al microscopio e poi riprodotte ad olio, tempera, acquarello. Fu abile ritrattista dei famigliari: la moglie Maria Murialdo e le figlia Lucia e Giuseppina.
La caratteristica peculiare della sua produzione è il prevalente utilizzo del pastello, tornato in auge all’inizio del secolo XX grazie ai progressi della chimica che avevano permesso di immettere sul mercato un ampio numero di nuove sfumature.

Cosa hanno detto di noi

Ringraziamo di cuore, sia per le precedenti notizie e sia per la segnalazione della scheda che non avevamo ancora visionato

Complimenti per tutto il daffare che vi date. E’ un’iniziativa bellissima.