Data e luogo di nascita: Torino, 21 dicembre 1818

Data e luogo di morte: Torino, 10 maggio 1887

Biografia:

Figlio primogenito di Carlo Alberto Claudio Gamba da Passerano (1789/1850), aggiunto nel tribunale d’Aosta; giudice a S. Maria di Val Vigezzo; di Arona (1815); segretario di Stato agli Interni (1816, 17 maggio); mastro uditore camerale (1824, 24 febbraio), creato barone per maschi primogeniti tenendo conto della “distinta civiltà della famiglia e dei servigi del padre” (Manno, 1835, 30 maggio, con riconoscimento nel 1887 e dimostrazione dello stemma portato dall’avo Pietro nel 1740) e della baronessa Marta, di Antonio Borgnis, da Mannheim (+ a Torino,  Annunziata, 68 anni, 17 marzo 1862, Manno).

Sposò in prime nozze (5 novembre 1856) Stefania, di Carlo Fenocchio e in seconde nozze (12 febbraio 1863) Felicita, di Giacomo Cevasco (Manno). Fratello maggiore di Enrico (v.) e Alberto (v.): con loro la famiglia si estinse. Irrequieto e curioso, in balia di una “suggestione avventurosa”, dice Stella, quando giovanissimo, senza nemmeno avvertire i genitori, scappò dal collegio e si recò a piedi a Savona per imbarcarsi sul primo brigantino che stava per salpare verso Cagliari. Studiò all’Accademia Albertina (v.) e compì parallelamente studi giuridici che coronò con la laurea in Legge (1842), e nello stesso anno partecipò alla prima esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. Fece numerosi viaggi in Italia (a Venezia, Napoli, Roma dal 1842 al 1845) e poi in varie nazioni europee fino al 1855 circa. Visitò la Norvegia, i Paesi Bassi, la Normandia, la Bretagna, attratto dai paesaggi di fiordi, dune e scogliere del Nord Europa. Divenne un “ottimo marinista” (Stella 86), indicato analogamente come “pittore di marine” anche dal Manno, pur affermandosi con vedute della città di Torino e paesaggi pittoreschi. La Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino (v.) possiede. Dopo la tempesta (1862). Nel 1869 il poeta Giovanni Camerana, commentando l’acquaforte La Schelda, sostiene che la sua “patria spirituale è l’Olanda”

Alla Promotrice del 1846 offrì, attraverso una decina di dipinti, una pressoché completa antologia dei suoi viaggi di studio. In Francia venne in contatto, tra il 1847 e il 1848, con la scuola di Barbizon (v.): conobbe Thèodore Rousseau, Constant Troyon e Diaz. In Germania a Düsseldorf ebbe contatti con Andreas Achenbach ed Hermann Mevius. Appartengono a questo periodo i disegni, conservati presso la biblioteca reale di Torino: Forêt de Fontainebleau (1848) e Frankfurt (1850). Il banchiere Mestrallet acquistò Spiaggia di Ostenda (1852) mentre Ferdinando Arborio Gattinara marchese di Breme (v.), protagonista della riforma dell’Accademia Albertina del 1855, comprò proprio quell’anno Marea bassa lungo le dune di Scheveningen e, nel 1856 Tempesta sulle coste di Normandia. Negli anni ’40 aveva aperto a Torino un atelier con il paesaggista Carlo Piacenza. Affascinato dai quadri olandesi, riportò in Piemonte una pittura dai timbri cupi, monocromatici, a volte drammatici che sembrava esaurirsi in formule scontate e in un “manierismo soggettivo, in una pittura unicamente dottrinaria (…) con una compiacenza per nuvolaglie addensate e improvvisamente squarciate, per frastagli e increspamenti spumeggianti d’acqua, sotto giochi di luci livide” (Stella). Superficialità, ripetitività e monotonia gli furono – con troppa durezza – rimproverate dallo Stella. “La spettacolarità delle sue marine sconvolte dalla tempesta e le vedute urbane improntate ad una certa internazionalità di linguaggio gli diedero invece larga fama, mentre restano invece da puntualizzare i legami con il paesismo olandese a cui sembra da riferire la tipologia delle sue vedute urbane del Nord Europa, vicine per caratteri stilistici a P. Tetar van Elven” (Castelnuovo-Rosci). Nel 1843 espose alla Promotrice Marina con castello a chiaro di luna e Altra marina. Nel 1846 espose ben otto quadri, tra i quali La Chiesa di San Pietro in Roma vista dal Tevere verso il ponte Molle; Far della sera sul Rodano a Ginevra; Il Canal Grande in Venezia, di proprietà dei fratelli Nigra, banchieri. Un dipinto ad olio del 1853, conservato nel castello di Agliè, raffigura il Panorama di Moncalieri verso ponente, opera acquistata dalla regina madre Maria Teresa d’Asburgo Lorena. Gamba si cimentò, alla fine degli anni ’50, anche con grandi quadri di soggetto storico. Alla Promotrice di Torino nel 1859 presentò, per un valore di 1200 Lire, Eroismo del vascello francese il Vengeur, combattimento del 20 maggio 1794 tra le squadre francesi e inglesi.

Nel 1869 espose Mattino in Riviera di Levante, presso Bocca d’Asse e Sera in Riviera di Levante, fuori di Genova, alle rovine di S. Nazaro e Celso. Espose anche un terzo quadro Le scogliere di Capri con la rappresentazione di un acquazzone nel quale si trovò effettivamente coinvolto con il fratello Enrico (v.) mentre facevano il giro dell’isola in cerca di “motivi pittoreschi” (Catalogo Prom. 1869). Iniziò ad esporre alla Società Promotrice di Torino (v.) dal 1842 al 1869, con la sola eccezione del 1848 e in seguito comparve con qualche intervallo fino al 1881. Analogamente alle mostre del Circolo degli Artisti (v.) espose con continuità dal 1863 al 1867 e poi ancora nel 1881. Partecipò saltuariamente alle mostre delle Promotrici di Genova e Milano. Fu presente alla Retrospettiva del 1892. Negli articoli dedicati ai suoi dipinti, pubblicati sugli Album della Promotrice, venne dato particolare rilievo all’attenta indagine da lui compiuta sulla variabilità della luce, sull’essenzialità della composizione e sulle tonalità basse della sua tavolozza legate alla scelta di temi e soggetti marinari. Appartengono a questo periodo anche Mare montante, partenza per la pesca, acquistato nel 1862 dal ministero dell’Agricoltura e Commercio, e l’olio su cartone del 1865 Marina (Olanda), proveniente dalla collezione di dipinti di paesaggio di Oddone di Savoia, ed esposto nel 1868 a Genova alla mostra della Società promotrice e ora alla galleria d’arte moderna di Genova. Altre sue opere sono conservate alla galleria Nazionale di Roma, al museo Revoltella di Trieste, a palazzo Bianco di Genova.

L’impegno di Francesco Gamba nella cultura piemontese non è relativo solo alla sua pittura, ma è legato alla riscoperta e allo studio del patrimonio artistico locale ed alla sua tutela. La sua vasta cultura artistica lo portò a incarichi ufficiali come la direzione della R. Pinacoteca di Torino (1869-1887) dove “si impegnò a far prevalere la linea dell’accrescimento del patrimonio in senso regionale sulla base di rigorose indagini storiografiche e in accordo con G.B. Cavalcaselle” (Castelnuovo-Rosci). Fu membro del comitato direttivo del museo civico torinese (v.) dal 1863 fino al 1867, e fece parte della commissione consultiva per stilare l’Elenco dei monumenti da tutelare in Piemonte (1870-1871). Nel 1871 fu nominato vicepresidente della Società Promotrice e poi presidente della sezione d’arte antica all’Esposizione nazionale di Torino del 1880. Lasciò pagine di critica artistica e storica scritte sulla base di precise indagini storiografiche: L’Abbadia di S. Antonio di Ranverso e Defendente Ferrari (Torino, 1876). Fu socio promotore dell’Acquaforte e collaborò a L’Arte in Italia dal 1869. Fu membro della Società degli Acquafortisti (1870) e pubblicò due acqueforti La pesca e Mare dopo la tempesta “in assoluto tra le migliori dell’acquaforte italiana dell’Ottocento, aggiornate addirittura su Jongkind” (Giubbini 80,208).

Bibliografia:

Catalogo degli oggetti ammessi alla pubblica esposizione procurata dalla Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, l’anno 1843, Torino, Pietro Marietti, 1843 20; Catalogo degli oggetti ammessi alla pubblica esposizione procurata dalla Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, l’anno 1846, Torino, Tipografia Fr. Castellazzo, 1846, 24,45; Catalogo degli oggetti d’arte ammessi alla pubblica esposizione procurata dalla Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, l’anno 1847, Torino, Tipografia Fr. Castellazzo, 1847, 48; Rocca L, Il vecchio canale d’Annecy, di F. G. di Torino in “Album”, Torino I847 41, ill; Fagnani E, Veduta di Moncalieri, in “Album”, Torino 1853 33-34; Rocca L, in “Album”, Torino 1853 60-61, ill; Rocca L, in “Album”, Torino I858 65-67, ilI.; Catalogo degli oggetti d’arte ammessi alla pubblica esposizione aperta il 1° maggio 1859 nel palazzo dell’Accademia Albertina per cura della Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, V. Bona, Tip. della Reale Accademia Albertina, 1859, 21; Biscarra G.B, Paesisti, in “Album”, 1860 56-76; L’Arte in Italia, 1869 188; Camerana G, La Schelda, in “L’Arte in Italia”, I (1869), p. 68; U. De Filarte (F. Brambilla), F. G, in “La Gazzetta del popolo della domenica”, 6 genn. 1884; Gamba F. in AA.VV. 1880 527-593; Stella 80-90; Juglaris, Carte Sciolte; De Gubernatis A,  Diz. degli artisti italiani viventi, Firenze 1906, p. 215; Thieme U, Becker F, Allgemeines Lexicon der Bildenden Kunstler, 37 voll. Lipsia 1907-1950: XIII 137, 1920; Manno A, Il patriziato subalpino, (1906), Cd Edizione Vivant, 2000; Callari L., 1909 226; Soldati M, 1927 23,133; Comanducci (1934) 268; Libro della Nobiltà italiana, ed. IX, vol. X, Roma 1937/1939; Dragone-Conti 28, 260 con regesto completo delle opere esposte; Mostra del centenario della Società Promotrice delle Belle Arti, 28,58 111; Mallé (1976) 43-44,169; Giubbini 41,62,80,208-210; Maggio Serra R, in AA.VV. Torino 1977 biografia e n. 39; Di Macco M, in AA.VV. “Guida breve”, 1979 87, 90; Castelnuovo-Rosci II, 730 sch. 816-818, 731 819; Ibidem III, 1284 sch.1405; Maggio Serra (1993) 142; Marini (1995) 242, (2007) 416; Bellini 191/193, III vol. (2009) 466; Vitiello R, in Odone di Savoia 1846-1866. Le collezioni di un principe per Genova (catal. Genova), a cura di Giubilei, Papone, Milano 1996, 270; Casassa A, Gamba, Francesco, in “Dizionario Biografico degli Italiani”, volume 51, 1998; Dragone P. (1830-1865), 335,336 (biografia a cura di A. Mascia); Levi 109; Galetti U, Pittori e valori dell’Ottocento, Istituto ed. Brera; Catalogo, Il Cartiglio, Libreria antiquaria, Torino 2002

Fonte: Roberto Nasi

Scheda a cura di: MLRdV