Data e luogo di nascita: Moncalieri (TO), 9 ottobre 1844

Data e luogo di morte: Moncalieri (TO), 16 gennaio 1925

Biografia:
Juglaris frequentò l’Accademia Albertina alla scuola di Andrea Gastaldi, Enrico Gamba e Vincenzo Vela, ma dopo una clamorosa lite con Gastaldi abbandonò gli studi.
Iniziò ad esporre alla Promotrice delle Belle Arti (dal 1865): i suoi quadri tornarono sempre invenduti.
Lavorò a bottega dai Morgari con una paga scarsissima e poi presso artisti e decoratori, che a partire dagli anni ’60 dell’Ottocento erano attivissimi a Torino diventata capitale della nazione unificata. Collaborò a varie decorazioni (scalone di Palazzo Reale, portici del Municipio a Torino nel 1865, Duomo di Fossano, Teatro Regio, parrocchiale di Castelnuovo d’Asti).
Emigrato a Parigi (1871), si ritrovò senza lavoro (inverno 1872-1873) e con fatica, aiutato da Robecchi e Devers, trovò occupazione nel campo della litografia e della cosiddetta arte applicata all’industria. Tenne studio in rue Campagne Première n. 3 a Montparnasse e poi sul quai Saint Michel n. 19 dove ospitò e aiutò vari artisti italiani (dal 1875 al 1879: Induno, Pagliano, Fontana, Gilli e Delleani (che presentò a Gérôme), Gilardi (già suo professore all’Accademia a cui fa “da mediatore” con Goupil), Ghisolfi, Tabacchi e Morgari, Edoardo Calandra, Pollonera, Stratta, Pasini, Pasquini, Delleani, Turletti). Conobbe Gérôme, Cabanel, Goupil, Corot, e fu a scuola da Couture. Frequentò pittori francesi di fama, musicisti e letterati (Dumas figlio, Guy de Maupassant, Daudet, Zola). Partecipò ai Salon con opere di rievocazione storica Offerta al dio Lare (1874) in stile greco pompeiano e ottenne il successo e la tranquillità economica con Passeggiata di Paolo Veronese a Venezia, (1879) enorme quadro pubblicato dalla Maison Goupil. Il quadro fu, poi, acquistato dal museo di Philadelphia (1884). Espose ancora al Salon L’invasione, oggi perduto, (1880) affrontando ancora il tema storico dei barbari tema che aveva coinvolto non solo il suo maestro Gastaldi, ma molti artisti francesi dell’epoca (gli studi preparatori sono in collezioni private torinesi). Fece parte del gruppo di Barbizon di cui racconta usi e costumi. Lavorò, per circa tre anni, come acquerellista illustratore della collana Il costume di tutti i popoli della terra edita dalla casa editrice Firmin-Didot.
In America dopo un inizio burrascoso presso la casa editrice Prang&Company (1 settembre 1880) insegnò all’Art School di Boston e al RISD di Providence: la Rhode Island School of Design ancor oggi considerata la più prestigiosa scuola d’arte degli Stati Uniti. Divenne maestro indiscusso di molti artisti americani che acquisteranno notorietà come Childe Hassam. A Boston fu considerato il punto di riferimento della colonia italiana, ma rifiutò la nomina a vice console italiano mentre venne nominato Cavaliere della Corona d’Italia (1885). Acquistò fama come decoratore di interni: Bambini in costume storico (casa di K. Prescott, Newton, Massachusetts, 1882); sala di musica (casa dell’onorevole O. Ames a Boston); e sala da pranzo (casa del banchiere G. Barnes a Syracuse 1883). Numerose furono le commissioni per ritratti grandi al vero di personalità e notabili di Boston e Providence: da quello famoso di M.lle Ivonne nel prestigioso Locke-Ober Restaurant di Boston a quello della first Lady Frances Folsom Cleveland (1890, non reperito). Decorò la cupola del Parlamento di Lansing (Michigan, USA) con otto colossali figure di Muse (Virtù e Scienze, marzo-giugno 1886). Le mostre personali di Juglaris a Boston nel 1881, 1885 e 1890 ottennero un grande successo e interessarono largamente i critici e la stampa locale. In cattive condizioni di salute, Juglaris si dimise dall’insegnamento nelle scuole d’arte di Boston e Providence tra affettuose dimostrazioni di affetto da parte degli allievi (1891).
Lo studioso americano Geoffrey G. Drutchas ha scritto che Juglaris fu immensamente ammirato e amato … e lodato per la sua capacità tecnica, la sicurezza delle linee e dei colori ……. Venne universalmente riconosciuto come uno dei più grandi docenti di arte di Boston per il suo talento nel disegnare la figura umana e fu considerato senza pari nell’esecuzione di fregi, opere murali e decorazioni su vasta scala.
Ritornato in Italia visse a Milano e poi a Firenze dove risiedeva il fratello. Tornò a Torino nel 1896. Qui, rinnovò l’iscrizione al Circolo degli Artisti e riannodò le antiche amicizie con gli artisti Brambilla, Avondo, Bonelli, Calderini, Belli e Sabbione. Espose alla Promotrice il Cristo morto, ora nella chiesa di San Francesco a Moncalieri (1897).
Venne richiamato in America per decorare la prima biblioteca pubblica degli Stati Uniti intitolata alla memoria del colonnello J. Gordon Ray a Franklin Massachusetts (1901). Il lavoro, interrotto da frequenti viaggi in Italia, durò fino a novembre 1904 con la decorazione delle pareti della Sala di lettura (fregio con scene di un baccanale) e l’Ingresso alla biblioteca (allegoria delle ore della giornata, del sonno, del lavoro e del piacere, su fondo oro). Ritornò negli Stati Uniti (1906) per dirimere la controversia economica avuta con il pittore, e suo allievo, Henry Hammond Gallison che, anche lui, aveva partecipato alla decorazione della biblioteca (tele di luoghi e ambienti americani di fantasia).
Dopo il 1906 si stabilì definitivamente in Italia e continuò ad esporre alla Promotrice. Ebbe alcune commissioni da parte dei padri Barnabiti, rettori del Real Collegio di Moncalieri: Santa Margherita da Cortona (1908); l’Apoteosi di San Antonio Zaccaria e il Ritratto di Alessandro d’Agostino, Principe degli Studi (1909). Comprò una villa a Piossasco che per lui rappresentò l’allontanamento dal mondo artistico torinese tanto da ritornare a Moncalieri. Fece alcune stazioni della Via Crucis firmate e datate (1919) nella chiesa della borgata Palera di Moncalieri. L’importante e significativo Autoritratto è del 1921.
Le sue opere non sono reperibili sul mercato italiano, ma su quello americano come dimostrano la vendita all’asta a New York (February 16, 1994) presso Sotheby’s e quella del 17.11.2007 presso la casa d’Asta Kunsthaus Lempertz.

Bibliografia:
STELLA 347; UGO DE FILARTE, Onoranza ad un pittore piemontese, in “Gazzetta del popolo”, Torino, 8 gennaio 1883, 4; UGO DE FILARTE, Medaglioni: Tommaso Juglaris, in “Gazzetta del popolo della domenica”, Torino, 11 gennaio 1885, 12-13; UGO DE FILARTE, Noterelle d’arte: ad sacellum veneris, quadro del cav. Tommaso Juglaris, in “Gazzetta del popolo della domenica”, Torino, estate 1894, 330-331; IRENE SARGENT, Two Artist Friends; Tommaso Juglaris and Henry H. Gallison, in “The Craftsman”, vol.8, april 1905, 43-54; JOHN DENISON CHAMPLIN JR., Cyclopedia of Painters and Paintings, vol. II, Port Washington, New York, Kennikat Press, Inc., 364; GRACE SLOCUM, Who’s Who in Rhode Island Art, Providence, Grace Slocum, 1945; HANS VOLLMER, Allegemeines Lexikon Der Biildenden Kunstler Von Der Antike Bis Zur Gegenwart Bergrundet Von Ulrich Thieme Und Felix Becker, vol.19, Leipzig, Verlag von E. A. Seeman, 1926, 301; JANICE H. CHADBOURNE, KARL GABOSH, AND CHARLES O. VOGEL, The Boston Art Club: Exhibition Record, 1873-1909, Boston, Soundview Press, 1991, 30, 234, 450, 476; ELSIE S. BRONSON, The Rhode Island School of Design: A Half Century Record, Unpublished Typescript, 1923, 24-27. (Available through the archives of the Rhode Island School of Design, Providence, Rhode Island); CLETO ANGELOTTI, Commemorazione del moncalierese Tommaso Juglaris pittore, Comune di Moncalieri, seduta del Consiglio Comunale, 13 Marzo 1925, consigliere generale C. Angelotti, 1-4; GEOFFREY G. DRUTCHAS, Tommaso Juglaris: A Brief Biography, Detroit, Michigan, 1995; MASSARA G.G.-VIGLINO DAVICO M. (a cura di), Moncalieri territorio ed arte, ed. Famija Moncalereisa, Moncalieri 2000; COMANDUCCI, vol. III, Milano, 1642; Dizionario Enciclopedico dei Pittori e degli Incisori Italiani, dall’XI al XX secolo, vol.VI, Giorgio Mondadori e Associati, 1983, 313-314; BELLINI 235; LEVI 126; BOCCALETTI M., Il padre delle muse di Lansing, in “Messaggero di Sant’Antonio”, luglio-agosto, 2001; BOCCALETTI M., Svelato il mistero delle muse di Lansing, in “Pagine del Piemonte”, Priuli&Verlucca editori, dicembre, 2001; REVIGLIO DELLA VENERIA M.L e AA.VV., Tommaso Juglaris. Un Artista tra Europa e America, an Artist between Europe and America, Torino 2004; PRALORMO M., TOMIATO M., L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento ad oggi, Torino 2018.

Note:
L’archivio Juglaris (quadri, documenti, articoli italiani e americani, e un “Diario” manoscritto di 400 pagine) è stato donato alla Famija Moncalereisa nel 2003. Si è potuto così far piena luce su un artista sconosciuto in Italia ma di gran notorietà a Boston dove emigrò nel 1880 per poi ritornare in Italia (1890).
Il suo percorso artistico è stato delineato dal catalogo monografico, bilingue a cura di REVIGLIO DELLA VENERIA M.L., Tommaso Juglaris. Un Artista tra Europa e America, an Artist between Europe and America, Torino 2004 e da due mostre antologiche. La prima mostra internazionale “Tommaso Juglaris: a Capitol Artist” venne inaugurata il 12 ottobre 2004 presso il Museo di Storia del Michigan a Lansing (Michigan. U.S.A.) in occasione delle celebrazioni per il 125° anniversario della costruzione del Capitol State Building. La seconda a cura di Domenico Giacotto, Gian Giorgio Massara, Maria Luisa Reviglio della Veneria, Judith Trinchero, venne inaugurata il 4 febbraio 2006 a Moncalieri con una sezione dedicata alle vetrate e alle grandi opere nella sede del Real Collegio Carlo Alberto; mentre la sezione storica dedicata alle opere americane, ai ritratti, ai bozzetti, alle decorazioni e ai disegni allestita nella sede della Famija Moncalereisa a Moncalieri.
Nel 2021, dopo un fortunato ritrovamento, è stato restaurato in America il grande quadro “Passeggiata a Venezia” di Paolo Veronese (1880) presentato al Salon. Vedi scheda di approfondimento.
Per approfondimenti consultare il sito in inglese www.juglaris.org. Un ulteriore ritrovamento in collezione privata si riferisce al quadro L’invasione che Juglaris presentò con successo al Salon di Parigi.

Scheda a cura di: MLRdV