Data e luogo di nascita: San Sebastiano Po (TO), 25 settembre 1851

Data e luogo di morte: Chivasso (TO), 27 febbraio 1895

Biografia:
Figlio di Luigi e Rosa Capello, penultimo tra sei fratelli e sorelle, dall’età di sette anni, si trasferì a Chivasso con la famiglia e qui visse tutta la sua breve vita. A Chivasso abitò nel centro, in via Torino oggi al numero 48, e per alcuni periodi anche a Torino.
A diciotto anni iniziò a frequentare l’Accademia Albertina di Torino, allievo di Enrico Gamba, Andrea Gastaldi e Alberto Maso Gilli. Nel 1883 (a soli trentadue anni) fu nominato assistente di Gastaldi. All’insegnamento all’Accademia Albertina preferiva, però, come ha scritto Marziano Bernardi, “i biliardi dei cafè torinesi e il buon vino piemontese”.
Espone con continuità, dal 1873 alla morte, alla Promotrice di Belle Arti di Torino e parallelamente presentò i suoi lavori alle esposizioni del Circolo degli Artisti. Nel 1889 espose alla Promotrice Piazza del mercato di Chivasso.
Ebbe una notevole produzione in rapporto alla sua breve e irregolare vita e al ritmo non intenso del suo lavoro. Lasciò circa 200 paesaggi e vedute di ambienti chivassesi, a olio su tavoletta, ma anche ritratti della borghesia e della nobiltà piemontese oltre ad un centinaio di quadri di scene di genere talora eseguiti a pastello e numerosi schizzi e disegni. Quasi tutte le sue opere sono in collezioni private, alcune sono conservate alla Galleria d’Arte Modena di Torno.
Morì a quarantaquattro anni per una violenta polmonite, causata dal freddo patito durante l’allestimento, per le feste di Carnevale, delle sale del Circolo degli Artisti di Torino, proprio nel momento in cui iniziava ad avere fama e successo. Fu sepolto a Chivasso nella tomba di famiglia.
Aderì al Verismo che fiorì in Piemonte negli ultimi due decenni del XIX secolo e si distinse per la delicatezza e brillantezza del colore oltre che per una profonda attenzione psicologica soprattutto nel ritratto. Dipinse amici, vicini di casa, compagni di gioco o di lavoro e tutti i suoi soggetti furono presi dal quotidiano: madri di famiglia, scolari, soldati, pastori, contadini, colti in momenti diversi della vita. Carlo Fiore scrisse (1951) “…di carattere piuttosto riservato e triste, cantò con la sua tavolozza temi idilliaci semplici e aggraziati: i bimbi, la famiglia, la vita degli umili…”. Ritrasse caratteristici gruppi di persone e la sua pittura fu riconosciuta vicina a quella dei macchiaioli fiorentini più che a quella piemontese del suo tempo.
Nel grande pastello La vaccinazione (1894) Palazzo del Municipio, Chivasso, l’attenta descrizione di costume dell’età umbertina si mescola con l’impegno civile individuabile nelle sue opere. Rappresenta la vaccinazione contro il vaiolo, resa obbligatoria a Chivasso prima che nelle altre città del Piemonte. È da segnalare la grande tela Visite alla piccola morta (1880) Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ora in deposito al Museo di Ascoli Piceno.
Nel 1951 il Circolo degli Artisti gli dedicò una retrospettiva, analogamente fece nel 2001 la città di Chivasso.

Bibliografia:
STELLA 505;
COMANDUCCI (1934) 162;
Centenario promotrice;
BELLINI;
MARINI (2007) 274;
MISTRANGELO A., Demetrio Cosola, catalogo della mostra, Electa 2001;
PRALORMO M., TOMIATO M., L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento ad oggi, Torino 2018.

Scheda a cura di: Alda Cosola